Ulisse, che stile!
Non lo neghiamo, in questo periodo abbiamo molti motivi per esultare. E noi siamo gente che non va tanto per il sottile, andiamo sul pratico.
L'economia è in affanno, la finanza non riesce più a dirigere la missione di distruzione della crosta terrestre, i capetti di ogni genere e grado faticano a impartire i loro vecchi ordini. In deflazione i beni primari ritornano a costare poco. E in mezzo a questo caos riusciamo a diventare sempre meno visibili...
Insomma, ogni giorno è una festa e il rischio è addirittura quello di cadere nell'alcolismo! Che sballo :-) !
Ma, cari amici che sorpresa!, scopriamo che nel lontano 1887 un altro scrittore — geniale, immaginifico — esultava per le sconfitte dello Stato Militare e per gli strapiombi di borsa. Il fondatore dell'antipolitica e dell'antiletteratura, l'anticristo dei critici letterari — Ulisse Barbieri — si pregia infatti di tramandare ai posteri un capolavoro della Non-Arte: "Ribellione"!
E noi, che ormai proviamo un assoluto disinteresse per l'arte borghese, che ormai ascoltiamo solo musica di serie zeta, che parliamo solo con gli alberi, noi leggiamo i versi di "Ribellione" consapevoli che sono stati scritti da un amico, da un fratello, da un'anima gemella cosmica: "E venga il peggio!".
Max Adler