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RICERCA FRA I LIBRI
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Autore: |
Max Adler
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Data:
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Giugno 2009 |
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Genere:
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romanzo |
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Descrizione:
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Mentre il barcollante carrozzone della cultura continua ad annoiarci tra propaganda eco-politica e buoni sentimenti il nostro Max Adler alza la posta in gioco e ci concede una
boccata d'aria, un nuovo, folgorante romanzo. Sorprendente, folle e illuminato come solo Adler sa fare dai tempi di Petronio.
Gli appassionati ritroveranno certe tematiche a lui care: neopsichedelia, biocentrismo, neo-primitivismo, sessualità selvaggia, violenza gratuita, anarchismo scellerato, provocazione situazionista, divertissement letterario spinto all'estremo (imperdibile il cammeo in cui i protagonisti aggrediscono a randellate lo stesso Adler accusato di pacifismo). Ma ci sono anche molti elementi nuovi, si potrebbe pensare che alla soglia del nono romanzo Adler abbia formalizzato uno stile, invece lui riesce a sfuggire, a dissimularsi, a ricrearsi nuovo ma identificabile dalla prima pagina, a continuare il suo gioco, a rigenerarsi nell'enfasi creatrice. Potrei catturarvi facendovi carezzare la suspence che percorre tutta la trama, ma questo sarebbe solo uno degli elementi che rende ancora una volta un romanzo di Adler una gemma rara; il lessico, la filosofia, l'assenza di genere, i salti spazio temporali, l'ironia, l'irritante uso della violenza; tutto è sempiterna univocità adleriana. Chissà, forse un giorno anche io lo vedrò seduto davanti a un bar, su una sedia di plastica bianca, mentre alza la sua birra mimando di brindare alla mia salute. Chissà se saprei riconoscerlo...
Nicola Mazzoni
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Pagine:
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132 |
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Formato:
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13x14 |
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Prezzo:
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EURO 10,00 |
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Un estratto:
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Il cono visivo, l'angolo dell'occhio, coglie in un attimo l'immensità del cielo pieno di stelle, e sentiamo con sicurezza che su quei miliardi di stelle ci siamo stati e ci stiamo tuttora, quando vogliamo ci ritorniamo, chi parla di distanze eterne è un idiota poiché la pupilla ricomprende e accoglie fra la sua circonferenza l'intera galassia, e oltre la galassia, e oltre e oltre ancora. È vicinissimo, là, dove brilla quella fioca luce, è familiare, è casa nostra, lo avvertiamo nel cuore, l'universo intero si concentra in un punto soltanto, il baricentro del nostro nulla. Noi siamo qui e siamo ovunque, infatti noi siamo tutto e siamo niente, abbiamo spezzato le coordinate spaziali e così facendo abbiamo infranto anche l'asse temporale, ovvero l'asse degli inganni e delle maldicenze. Eccola quella stella lontana, brilla dentro la mia retina, mi parla, batte la sua luce sui miei denti. I viaggi spaziali non sono altro che il tentativo di infrangere tale vicinanza intima con il cosmo, l'esigenza di riaprire il punto primordiale in una mappa da ripercorrere e da riconquistare faticosamente. Avvertiamo l'apertura delle coordinate spaziali al pari di una violenza, uno sparo nelle orbite che tenta di renderci ciechi. Il punto è l'inizio, il punto è la fine, il punto è il centro del palmo della mano. Un sorriso lanciato dalle profondità del buio.
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