Le fiamme della libertà
Oggi la necromerce è in crisi, le automobili non si vendono, forse i cellulari fanno male alla salute... inizia a serpeggiare il sospetto che il fenomeno del consumismo equivalga a un processo di necrosi.
L'Europa del capitalismo non convince più. Eppure proprio il capitalismo continentale meno di 140 anni fa ottenne uno dei suoi più grandi successi, contro Parigi divenuta libertaria e comunista. Era il 1871, e in quell'anno l'Europa avrebbe potuto salvarsi installando la bandiera rossa sui comignoli di ogni città, dalla Russia al Portogallo. La Francia non avrebbe perso la sua forza storica, mentre il nostro continente avrebbe anticipato l'attuale progressismo no-work dell'area sudamericana e caraibica.
Purtroppo, il romanticismo libertario della Comune venne soffocato nel sangue da un'armata
repubblicana... Che tragedia, la fine della democrazia moderna
prima del suo stesso inizio. Ulisse Barbieri e Petruccelli della Gattina resero omaggio, a pochi mesi dagli eventi, ai coraggiosi comunardi federalisti, eroi senza tempo di un'utopia che non morirà mai: il rifiuto del Regno dell'Economia. La
Repubblica delle Carte di Credito, nata in Francia nel 1871, attualmente versa in temporaneo affanno (non decisivo riteniamo), perciò è un piacere leggere della volontà di vita dei nobili rivoltosi comunisti, stretti d'assedio e accerchiati dagli assassini e rifugiatisi nel centro di Parigi: ma nel centro, sotto l'Hotel de Ville, vi era il pertugio delle sterminate fogne della città. Molti di loro da quel buco sparirono, beffando i
democratici e ricomparendo a infiammare i nostri cuori pieni di speranza.
Osro Soliman