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caprera e titì

Copertina caprera e titì Copertina caprera e titì
 VOGLIO RICHIEDERLO! 

Autore: Ulisse Barbieri
Data: 2008
Genere: Teatro
Descrizione:
In epoca monarchica, e in particolare con re ottusi, reazionari ma al contempo ridicoli e vili, essere repubblicani significava atteggiarsi ad "alternativi", contestatori, ribelli quasi alla moda. Il tempio di queste ampie frange di oppositori era il teatro, e il dio in terra Ulisse Barbieri.
Così nel 1888 il nostro autore regala due perle "pop" filorepubblicane al pubblico, due atti unici corrosivi e acidi, in cui sono i bambini a smascherare il volto crudele della religione. Caprera è un'opera anticlericale, antipretesca e militare, mentre Titì si rivela un atto unico supremamente cinico, sardonico, cartoon violentemente pre-disneyano.
Oggi non ci sono più bimbi anticlericali ed è un vero peccato. Ma possiamo consolarci leggendo questa ristampa del grande Ulisse.
Pagine: 102
Formato: 13x14
Prezzo: EURO 10,00
Un estratto:
SCENA II

GIANNINA e detta

GIANNINA
(entra dal mezzo, ha in mano una elegante gabbietta, entro la quale svolazza un canarino. Va a deporre la gabbia sopra una delle poltrone della sala).
Andiamo, là! Quieto Titì! Ti fa forse paura la tua Giannina? (il canarino si acquieta)
Adesso vedrai ti farò un bel regalo, col patto che devi star buono però. Caro, caro il mio Titì.
(gli manda dei baci colla mano)

MARIETTA
La vuol finire signorina! Sarà acconciata bene la poltrona che ho spolverata adesso.

GIANNINA
(canzonando)
Benissimo!

MARIETTA
E porti via quella gabbia.
(per eseguire)

GIANNINA
Guai a te, se la tocchi, cattiva! Ho portato Titì con me, perché dobbiamo dirci tante cose.

MARIETTA
Davvero? A chi?

GIANNINA
A chi? Oh bella? Al mio canarino.

MARIETTA
Parla?

GIANNINA
Sicuro, che parla! Sta attenta... Sai cosa voleva questa cattiva Marietta? Voleva portarti di là, nella sua brutta cucina; non è vero Titì che ti piace di più star qui con me? (dall'interno s'imiti il ci-cì del canarino) Eh! L'hai inteso? Ci-cì, ha detto di sì!

MARIETTA
Ed io dico che se ora viene qui la signora, sgriderà me, che, non ne avrò né colpa, né peccato!

GIANNINA
Eh! Chi sa quanti ne hai di peccatacci tu.

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