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RICERCA FRA I LIBRI
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Autore: |
Max Adler
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Data:
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2007 |
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Genere:
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Romanzo |
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Descrizione:
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Chi (si) è fottuto?
Si affaticano. Si affannano. Si agitano fino a rimanere senza fiato, esauriscono tutte le loro energie fisiche e mentali per spiegarci che è colpa di una fazione politica (questa o l'altra), di un singolo figurante, di un certo ingranaggio malfunzionante se tutto sta crollando a precipizio. Ecco allora le istituzioni, i mass media, le scuole, i politici scongiurarci di credere ancora in qualcosa, in qualcuno, di continuare ad andare a votare, di continuare a consumare, di preoccuparci dell'andamento del campionato di calcio. In definitiva, dovremmo ancora interessarci di questa umanità decrepita, devastata e finita. Lo sanno. Dovremmo davvero partecipare al dibattito, per spirito civico? No, grazie. Quando viene indetta l'ennesima inutile assemblea, l'ultima insulsa manifestazione, quando è d'obbligo infervorarci sui vari scandali, noi allora prenotiamo un tavolo in una bella pasticceria, una buona bottiglia di Malvasia nera, in tasca l'ultimo romanzo di Max Adler.
E intanto l'America è fottuta.
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Pagine:
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122 |
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Formato:
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13 x 14 cm |
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Prezzo:
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EURO 10,00 |
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Un estratto:
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Questi due bipedi non si assomigliano, per nulla. L'uomo nuovo si rende invece conto delle affinità che lo legano alla conturbante crosta terrestre, sempre in movimento, in preda alle ebollizioni di vulcani e alle pulsioni dei terremoti, splendida nelle sue spaccature, falde e budella terrigne. Si riconosce nei gesti di sollevazione di questa superficie vivente, evidenti o compressi ancora in un movimento interno a molla, per ora nella silenziosa fase della contrazione. E anche il riscaldamento della biosfera dimostra una febbre eccitante, che con la sua voglia di pulizia saprà eliminare i germi del fetido processo di civilizzazione. Perciò quando incrociamo un cespuglio, una cornacchia, un masso roccioso, ci avviciniamo sorridenti e dialoghiamo con questi nostri cari amici, naturali alleati, poiché in loro ci riconosciamo. È nota la bruciante bellezza di manufatti di cemento sulle strade trafficate; se abbandonati, dopo poco tempo cadono in un avanzato stato di disfacimento, se ne vanno in frantumi, si sfasciano progressivamente, sui tetti sventrati compaiono alberi, le finestre mostrano varchi di vetro spezzato, le erbacce filtrano tra il pavimento grigio, gatti e topi ballano insieme. È la grazia che torna a far mostra di sé. Ecco, adesso noi ci definiamo belli, fisicamente attraenti, impegnati in un continuo processo di perfezionamento psicosomatico, e abbracciando il grande alveo della realtà ci sentiamo solidali con il cosmo. L'uomo nuovo che è in noi si identifica con l'inerte, perché inerte non è. La terra sotto i piedi in realtà ci sorregge, ci invita a liquidare la nostra stessa specie. Accarezzare un mattone da fornace è sensuale. Il suo odore, i riverberi rossastri. Basta piangere se siamo soli. Non siamo mai soli. Lo siamo in uno stadio affollato, in una rumorosa assemblea di commercianti, durante la messa di natale, ecco, lì, proprio lì rimaniamo inchiodati al nostro isolamento soffocante. Ma se ci divincoliamo dal freddo abbraccio di quella stupida fredda lucertola evoluta male, allora veniamo fulminati dagli stati di illuminazione delle potenze astrali.
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