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attraverso venere

Copertina attraverso venere Copertina attraverso venere
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Autore: Nicola Mazzoni
Data: 2005
Genere: narrativa
Descrizione:
Se il seno è un promontorio, l'anca la curva sinuosa di un avvallamento, le labbra tracce increspate di un fiume ora scomparso, allora la donna è un pianeta, un punto, a volte luminoso, a volte freddo, disperso nella Via Lattea o nella Galassia di Andromeda. E l'esploratore, con tanto di casco e navicella, è Nicola Mazzoni, abile e coraggioso, che a rischio della sua vita ci riporta le notizie più incredibili, le avventure più spiazzanti, di ritorno da un "Altro Mondo". Su quel pianeta le parole hanno un andamento fonetico diverso, le note musicali si perdono in una dimensione ignota, mentre la carne pulsa a frequenze inaudite per la nostra esperienza. Tutto è accelerato, tutto è rallentato fino all'esasperazione. E quando pensiamo di avere in mano una mappa dettagliata e convincente, in realtà proprio in quell'attimo noi ci perdiamo, definitivamente.
Pagine: 114
Formato: 13 x 14 cm
Prezzo: EURO 10,00
Un estratto:
Al solito banco freddo mi si avvicina e mi si presenta quella ragazza; non è bella ma non ha morale, e se ha una morale è quella di una capra, non è nemmeno affascinante ma il suo essere così sempre allegra e al di sopra di ogni peccato originale la rende superba. Si può dire che se la spassa al mondo, di sicuro non gliene frega di niente, o almeno non tanto da turbare il suo buonumore e la sua voglia di scopare. È una sana ragazza paffuta e con le gote rosse come fragole, gli occhiali tondi e quel viso da contadina russa, il suo fare esageratamente ingenuo, semplice e affettuoso la fa sembrare eternamente ubriaca, e lo è, è sbronza di immoralità, si è liberata dalle pastoie e beve sesso come l'acqua, il suo corpo è una curva buffa e i suoi occhi ridono come pesci rossi e ti guarda come ti guarda una scimmia, come un bambino guarda un gran lecca lecca, e nella sua candida ingenuità ti vede già nudo e lei china, che se lo ficca ingorda fino in gola e ci puoi scommettere che te lo succhia fino allo sfinimento, magari ti veste e ti pettina come una bambola, ti coccola sulle sue cosce enormi titillando con il pisellino. È materna nella sua candida affettuosità ed è allo stesso modo tremendamente infantile. Non stupida, semplicemente così. Venuta al mondo e cresciuta come un essere fuori dalle norme della civiltà, un affascinante indigeno della Nuova Guinea, fuori dal tempo e in nessun tempo, a suo agio ovunque ma di nessun luogo. Non posso fare a meno di guardare i suoi occhi casti mentre parla, non ricordo cosa dice, la studio sorridente e incuriosito, una vera cavalla da monta, quella è il sesso in persona, non un tabù, nessuna costrizione, le viene sicuramente così, come si accende la sigaretta ti cala le braghe e ti accarezza; lo farebbe anche lì in mezzo a cento persone, in un locale pubblico, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, e forse ha ragione. Puoi parlarle della giornata di lavoro mentre te lo tiene in bocca e annuisce con un mugolio, levandosi a tratti, sorridendo e ributtandosi subito sul suo giocattolo. Alla fine io mi metto sul suo piano e la adulo come si adulano i bambini, le offro una birra. Portata in macchina, subito senza complimenti la bacio fin dove mi arriva la lingua, infilandole la mano sulla schiena e stringendole una tetta enorme con la mano destra fino a farla schizzare; lei inizia a gemere come una partoriente, mi calo di colpo i pantaloni a mezza gamba e le butto giù la testa, nel frattempo cerco un cd di John Coltrane e mentre canto tutto l'assolo di Giant Steps a squarciagola con il volume al massimo, lei segue il tempo, 320 b.p.m., corre come un diavolo e sembra mi voglia divorare, incontentabile. Alla fine è contenta e sfinita come una ballerina alla prima serata. Ridiamo forte tutti e due, lei mi dice che sono un gran matto e io che anche coi suoi ventidue anni è una gran bambina troia. Ridiamo. Mi è venuta fame, in autostrada con ancora le braghe calate e mezz'ora dopo guardiamo l'alba mangiando un panino.
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