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microbi e polizie. scritti giornalistici 1874-1887

Copertina microbi e polizie. scritti giornalistici 1874-1887 Copertina microbi e polizie. scritti giornalistici 1874-1887
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Autore: Francesco Siliprandi
Data: 2005
Genere: Scritti giornalistici
Descrizione:
IL CAPITANO DEL POPOLO

Certe figure sembrano essere state inghiottite dal buco nero della Storia. Ma che cos'è la Storia? Cosa ce ne frega di re, principesse, battaglie militari, accordi diplomatici sottobanco, deferenze dovute ai potenti del passato e rinnovate sotto altre forme anche ai nostri giorni? Nulla, non ce ne frega nulla. Perché a noi piacciono gli eroi come Francesco Siliprandi, arrabbiati, tesi, sempre pronti all'azione, insensibili alle minacce e ai ricatti, avversi a una vita alienata. Una sostanza rivoltosa, e in che involucro!: gli articoli giornalistici di Siliprandi sono un mirabile esempio di stile diretto e popolare, adamantino nella sua semplicità e rabbia al contempo. Una "classica" testimonianza di vero populismo, scaduto in seguito nelle parole d'ordine corporativiste fasciste o protofasciste. Ci vuole classe ed eleganza per scagliarsi a muso duro contro i potenti, altrimenti si finisce nella schiera dei tribuni. Ah, come adoriamo questa storia di serie b, che bellezza, riportare alla luce le parole e le gesta di Francesco Siliprandi e di altri intrepidi per noi è un gioco appassionante. Coraggio capitano, sguaina la tua spada anche all'Altro Mondo e diamo insieme la caccia a parassiti, preti, politici, delegati e sfruttatori! Ma con savoir faire per dio, con savoir faire...

Dalla postfazione di Osro Soliman
Pagine: 144
Formato: 13 x 14 cm
Prezzo: EURO 12,00
Un estratto:
LE MACCHINE

Fintanto che l'uomo ha creduto che degli esseri immaginari dirigessero le cose del mondo, che le forze della natura fossero personificate in una o più divinità, rimase ignorante e superstizioso, e l'umanità restò immobile. Ma tosto che osservando i fatti, rilevò che questi non obbediscono che a leggi fisiche, rivolse tutta la sua mente per scoprire queste leggi e trarle a suo vantaggio, e abbandonò tutte le deità fantastiche create dall'immaginazione. Le scienze hanno il compito di scoprire queste leggi o forze naturali, metterle a servizio dell'uomo ed emanciparlo da ogni schiavitù divina ed umana. La meccanica si serve dell'elettrico e del vapore per imprimere un movimento alla materia; le macchine mosse da quegli elementi obbediscono alla volontà dell'uomo, il quale non agisce più come forza motrice, ma potenza pensante. Ma come della terra e dei suoi prodotti, e della luce e dell'aria se si avesse potuto, e di ogni beneficio della natura se ne impadronì una banda di ladroni armati, così di tutti i ritrovati delle scienze indagatrici delle leggi naturali, che dovrebbero essere a servigio dell'uomo per sollevarlo dalle grandi fatiche e dalle privazioni, se ne impossessò la casta posseditrice delle ricchezze, rivolgendoli a tutto suo vantaggio e a danno dell'umanità. Avrebbero forse, Volta, Fulton, Watt, scoperto la potenza dell'elettrico e del vapore, ad esclusivo vantaggio di codesti vampiri? I possessori delle ricchezze considerano l'uomo un capitale fruttifero, uno strumento da lavoro fino alla consumazione, e spremuto gettarlo sulla via. L'avidità del guadagno giunge a speculare fino sulle più minute cose a danno del lavoratore. La battitura del frumento era il carnevale dei contadini. Per una quindicina di giorni il contadino, oltre alla paga giornaliera, aveva buona minestra, pietanza e vino. Ora in 24 ore tutto è finito; agli obbligati che avevano il diritto delle cibarie per tutto quel tempo, quel diritto si è ridotto a un giorno. La speculazione sul lavoro del contadino è andata agli eccessi. Si appaltano tutti i lavori di campagna e il padrone strozza l'assuntore, e questi a sua volta strozza il contadino. Né tutto sta qui. Le macchine economizzano tempo e uomini, quindi mancanza di lavoro, concorrenza di lavoratori, diminuzione di salario, miseria crescente. Di più si aggiunge anche lo scherno: gli economisti borghesi dicono: se il lavoratore è rimosso dalle macchine è compensato come consumatore pel buon mercato della merce. E quali sono le mercanzie a buon mercato? Sono le stoffe, i velluti, e tutti gli oggetti di lusso. Riassumendo, le macchine che dovrebbero emancipare il lavoratore dai lavori penosi e crudi, e recargli vantaggi economici, non servono che ad aumentare il lucro dei capitalisti a prezzo di una grande miseria. Le macchine si sono trasformate in flagello dei poveri; hanno ucciso il lavoro libero in famiglia, hanno militarizzato l'industria, e socialmente parlando, gli operai sono meno liberi di quello che erano nel passato. Ma le scienze sociali scioglieranno il problema, e le macchine passando dalle mani dei capitalisti in quelle degli operai, diventando proprietà collettiva, i benefici oggi usurpati da ingordi speculatori, verranno ripartiti equamente su tutti. Il giorno non è lontano che il Socialismo spianerà la via alla giustizia.
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