|
Descrizione:
|
La poesia può andare in frantumi, sotto il calore dell'effetto serra liquefarsi per riassumere nuove forme mutanti. E può accadere che questo ibrido anti-avanguardista chieda di essere riconosciuto, propriamente di essere riconosciuto in quanto non-identità. È il postmoderno, baby. I frantumi del postmoderno ci colpiscono, a Reggio Emilia come a Barcellona. Non fa più differenza, ormai: disillusione, percezione del declino, fretta di cambiare le cose, febbrile stato di tensione futurista-marinettiano ma senza la prospettiva di poter contare sull'appoggio determinante della scienza e della tecnologia, ormai dicharate serpi in seno. Certi lottano per il riconoscimento, mentre altri fanno di tutto per rimanere celati, non individuati.
Se qualcosa sta cambiando, a vederlo con chiarezza per primi saranno gli occhi socchiusi del lungo airone impassibile, installato come una statua ai bordi della tangenziale.
|