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Descrizione:
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Felici mondi notturni.
La profondità si trova in superficie.
Da questa consapevolezza è nato il desiderio di riscoprire l'arte di Ulisse Barbieri (1841-1899), drammaturgo, romanziere, poeta, giornalista assai noto in Italia nella seconda metà del diciannovesimo secolo.
La riscoperta è sempre una rilettura, e non ci spaventa l'oblio che ha appannato fino a oggi i contorni delle migliaia di personaggi inventati da Barbieri.
Finalmente, e da un po' di tempo, la critica è morta, l'accademismo è sepolto, le fonti economiche che sostenevano una certa interpretazione dottrinaria della creatività sono scomparse.
Rimane il "pop" narrativo di Ulisse Barbieri, che ci ha stupito sin dalle prime righe. Ulisse Barbieri è un grande, ed è tempo che qualcuno lo confermi. Noi troviamo in lui la leggerezza della letteratura, le radici del romanzo d'azione di periferia, le intuizioni para-cinematografiche, la magia di pianura, la costruzione di mondi paralleli.
Nata fra entusiasmi democratici e tendenze anarcoidi bakuniniane, l'opera di Barbieri mette in scena un romanticismo che fa a pugni con la successiva esigenza novecentesca di organizzare energie, forze umane, intelligenze. Riavvicinandole, sfruttandole, banalizzandole, trattenendo solo la parte di verità che fa comodo. E tutto questo assomiglia troppo a una carenza di libertà; perciò, possiamo finalmente caricare questo sacco indesiderato su una scricchiolante carrozza che s'avvia perdendosi nella nebbia di una nera notte. La penna di Ulisse Barbieri la spinge per sempre in un freddo e silenzioso lago.
Max Adler
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