|
Un estratto:
|
- Ipsyllanty, esclamò ella volgendosi al bandito; cosa vuoi tu giuocare con me ai dadi?
- La mia fortuna, disse il bandito.
- Futura, vorrai dire, notò maliziosamente Kermin...
- Come vuoi tu.
Ipsyllanty, cui la smania del giuoco ardeva il sangue come la febbre, diè mano subito a dadi.
- Un momento, gli disse Kermin trattenendolo. Dammi la mano prima.
Il bandito porse la mano a Kermin, che la distese e vi fissò sopra lo sguardo per alcuni istanti.
- Sarai impalato fra otto giorni, disse ella lasciando ricadere la mano del bandito; non vale la pena di giuocare la tua fortuna, e coi suoi bei piedini cacciò lungi da sè i dadi che rotolarono sull'erba dello spianato. Il bandito curvò la fronte sotto quella arcana e terribile profezia.
|