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fiabe tatare del volga-kama

Copertina fiabe tatare del volga-kama
 VOGLIO RICHIEDERLO! 

Autore: Riccardo Bertani
Data: 2001
Genere: Fiabe, detti, proverbi
Descrizione:
Tradotte e curate da Riccardo Bertani.
Pur provenienti in massima parte dall'estrosità e fantasia del proprio popolo, le fiabe tatare - come del resto succede per la fiabistica di tutto il mondo -, in molti casi risentono della struttura narrativa dei diversi popoli, sia occidentali che orientali, con i quali i Tatari sono venuti a contatto durante la loro storia millenaria. Infatti, in esse troviamo elementi provenienti dalle Storie di Erodoto, risalenti al V sec. a.C., nonché dal "Panciatantra" sanscrito, dal "Kalila e Dimna" della narrativa arabo-persiana, risalente al VI sec., dal "Sahnàmé", ossia "Il libro dei re" persiano, scritto nel 1011 d. C. Tutti testi di epica e mitologia classica, ai quali più tardi vanno aggiunti anche il "Tuti-namé", il libro degli orrori della letteratura tagika-persiana, risalente al XIV secolo, per non parlare poi delle splendide novelle delle "Mille e una notte", note in tutto il mondo arabo-persiano, conosciute dal XV secolo anche in Europa occidentale. Poco o nulla è stato invece il potere esercitato dalla narrativa russa, sulla fiabistica popolare tatara. Forse ciò è stato dovuto alla secolare rivalità di dominazione e dal diverso credo religioso, esistente da sempre tra questi due popoli, culturalmente ugualmente sovrani.
Pagine: 109
Formato: 13,3 x 12 cm
Prezzo: EURO 9,00
Un estratto:
ANCHE IL FURBO RIMANE GABBATO
C'era una volta un Gallo molto coraggioso, un giorno egli volò in cima a uno steccato, e sbattendo le ali, si mise allegramente a cantare. La Volpe, che abitava lì vicino, nell'udire il Gallo cantare si disse: - Questo è veramente un dono mandato da Allah! - . E corse subito dove stava il Gallo. Quello vedendola arrivare, le chiese: - Che sei venuta a fare qui Volpe? - Mah, me ne stavo tornando dalla città, quando ho sentito il tuo canto, mi son fermata qui per sentire la tua bella voce. Ma hai udito di ciò che si dice oggi in città, lo vuoi sapere? -, soggiunse qui l'astuta. - E qual'è questa novità? -, le chiese incuriosito il Gallo. - La notizia è -, si mise a dire la Volpe -, che in questi giorni il re ha emesso un editto, nel quale si ordina a tutti gli animali esistenti nel suo regno che smettano di odiarsi e combattere tra loro. Che il forte non opprima più il debole, il leone non ammazzi più lo struzzo, il cane non strappi più la pelliccia alla volpe, e che questa a sua volta non sgozzi più la gallina. Che da parte sua il nibbio non piombi più sul passero, e che il lupo diventi amico della pecora, e lo sparviero rispetti la colomba. Questo vuole il re, che tutti gli animali vivano in amicizia, senza più azzannarsi fra loro. Quindi, caro Gallo, anche noi d'ora innanzi, dovremmo vivere da buoni amici. Ma il Gallo, facendo finta di non badare a ciò che gli raccontava la Volpe, si mise a guardare intensamente dall'altra parte. Quella allora gli chiese stupita: - Ehi, Gallo, non ti interessano i proclami del re? - Mi interessano, solo che ora vedo avvicinarsi un animale dalle lunghe orecchie e dalla coda spelacchiata. Aspetta che si avvicini, così vediamo chi è! La Volpe sentendo ciò si spaventò e subito cercò un posto nel quale potersi nascondere. Il Gallo allora le disse: - Di che hai paura? Non sai nemmeno di che bestia si tratti, lascia almeno che questa si avvicini. - Il mio fiuto me lo dice, si tratta di un cane. E io non ho proprio intenzione di incontrarlo, perché quello mi strappa subito la pelliccia. - Ma come? -, le disse qui il Gallo -. Perché devi tu aver paura del cane, quando appena adesso hai detto dell'editto del re che ordinava a tutti gli animali di diventare amici? - Sì è vero, ma se per caso il cane non conoscesse quell'editto, io sarei spacciata -, e ciò detto la Volpe si mise a fuggire, balenando la fulva coda sempre più lontano. Così il Gallo riuscì a salvarsi, usando la stessa astuzia della sua furba nemica.
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