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Francesco Siliprandi

In catalogo: microbi e polizie. scritti giornalistici 1874-1887

Biografia:

Nasce a Curtatone (Mn) nel 1816, da famiglia benestante. È proprietario di un piccolo fondo a Casatico. Già nel 1847 è arrestato per aver partecipato a dimostrazioni di piazza contro gli austriaci. Nel 1848 lo troviamo sulle barricate della rivoluzione di febbraio a Parigi; sempre nello stesso anno si arruola come volontario nel contesto delle lotte risorgimentali. Ma tra le fila dei repubblicani ben presto fa breccia l'influsso delle idee socialiste, soprattutto francesi: il pensiero dell'anarchico Proudhon progressivamente diviene un punto di riferimento per molti mazziniani e rivoluzionari. Siliprandi è tra questi. Fa parte nel 1850-51 della sfortunata congiura di Belfiore, riesce a fuggire. È preso nel 1853, ma se la cava con un temporaneo sequestro dei beni. Nel 1859 si arruola come furiere nel corpo dei Cacciatori delle Alpi, proseguimento del suo personale impegno contro l'Austria; è promosso capitano e conclude l'esperienza militare nel 1870. Grande sostenitore delle idee socialiste e rivoluzionarie, diventa proudhoniano convinto. Collabora con i giornali socialisti mantovani La Favilla e Il Lavoratore, da lui fondato e diretto. Promuove tra i contadini le organizzazioni di resistenza e tra i lavoratori le società operaie. Ormai settantenne, nel corso del celebre processo di Venezia (1886) è anch'egli imputato e viene assolto con formula piena dopo un anno di carcere preventivo. Muore nel 1892. Lasciato in disparte dalla storiografia ufficiale, che bigottamente ma prevedibilmente considera "eccessiva" la sua disillusione nei confronti degli ideali risorgimentali, in realtà Siliprandi costituisce un raro esempio di lucidità ed entusiasmo, in vista del superamento delle bugie democratiche, a vantaggio di un benefico istinto di libertà e autonomia.

Max Adler